L'amore liquido Stampa
Lunedì 02 Settembre 2013 18:03

Il sociologo Zygmunt Bauman parla di “amore liquido” definendo così la tipologia dei rapporti amorosi che tendono ad instaurarsi ai nostri tempi.

I legami affettivi tra le persone non appaiono “fragili” ma piuttosto “liquidi”. La “fragilità” di un legame dà la sensazione che esso debba, prima o poi, irrimediabilmente frantumarsi, e quindi non tornare mai più come prima. Il termine “liquido”, invece, rende l’idea di legami che ondeggiano tra il desiderio di stabilità e sicurezza e, per contro, la paura di restare incastrati in cappi e legacci troppo stretti, cui dover, volenti o nolenti, sacrificare la propria personalità o la propria libertà, o ancora le proprie aspettative di vita.

Egli scrive “La solitudine genera insicurezza, ma altrettanto fa la relazione sentimentale. In una relazione, puoi sentirti insicuro quanto saresti senza di essa, o anche peggio. Cambiano solo i nomi che dai alla tua ansia”.

 

Gli uomini e le donne anelano e mettono tutti loro stessi nella ricerca dell’anima gemella, fonte di felicità e sicurezza, ma poi, spesso quando la trovano hanno paura di restare impigliati in relazioni stabili e temono che un legame stretto comporti oneri che non vogliono né pensano di poter sopportare.

Un “amore liquido” è invece un amore privo di legami troppo stretti, che possono quindi sciogliersi e riannodarsi a piacimento, senza conseguenze o responsabilità. Il desiderio di “liquidità” nelle relazioni è dovuto all’individualismo esasperato che ormai permea profondamente la nostra società, un individualismo che vuole solo appagamento, che non sopporta tensioni e frustrazioni. Per questo si ha oggi il “boom delle consulenze”, la richiesta di aiuto sempre più frequente a psicologi o sociologi da parte di individui sempre più incapaci di affrontare da soli la complessità della vita. Ciò che essi sperano di trovare presso gli esperti è essenzialmente come avere, perdonate la banalizzazione, “la botte piena e la moglie ubriaca”, ovvero come instaurare una relazione appagante ma senza oneri e responsabilità.

Naturalmente non esiste un manuale che insegni ad amare, ed è per questo che la frustrazione di una relazione troppo stretta viene allentata sostituendo “la relazione” con “le relazioni”, ossia con avventure sempre più numerose e sempre più “facili”, che inducono l’individuo a credere nelle proprie capacità amatorie, ma soprattutto lo stimolano con l’illusione che ogni nuova esperienza sia sempre più entusiasmante ed appagante di quella appena vissuta, e così all’infinito. In una società consumistica come quella nella quale viviamo quotidianamente, l’altro diventa dunque una cosa pronta per noi, disponibile a nostro uso e consumo, non più oggetto del desiderio, ma oggetto di mero soddisfacimento.

Si arriva a quello che Bauman definisce “homo sexualis”, una persona per la quale neanche la convivenza ha qualche attrattiva, riversando il proprio interesse esclusivamente sull’avventura o, meglio, sull’ardore sessuale.


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