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In prima fila per la difesa della famiglia PDF Stampa E-mail
Giovedì 12 Settembre 2013 19:01

intervista di Laura Gotti Tedeschi a Costanza Miriano

Sposarsi, sottomettersi, morire per qualcuno. Concetti un po’ troppo forti in un mondo così debole e fragile. Ma Costanza Miriano è senza paura, e questi concetti li usa. Dopo il successo del libro “Sposati e sii sottomessa”, con il suo secondo libro “Sposala e muori per lei” è già arrivata alla sesta edizione. Ma non siamo qui a parlare dei suoi libri, ma di quello che dai suoi libri è scaturito. Ultimamente non si parla d’altro che di omofobia. Negli ultimi tempi è sotto gli occhi di tutti quello che sembra essere la grande questione contemporanea: è giusto o discriminante fare distinzione tra uomo e donna?

È “omofobo” pensare che un bambino debba avere una mamma ed un papà? Diceva Chesterton che «sguaineremo spade per dimostrare che le foglie sono verdi in estate». Ebbene, siamo arrivati proprio a questo punto, e delle differenze tra uomo e donna Costanza Miriano è diventata una paladina. Dalla Francia è partita mesi fa la campagna Manif pour tous, in difesa della famiglia e del diritto dei figli ad avere come genitori un uomo ed una donna. Costanza con la spada sguainata era in prima fila nella manifestazione fatta a Roma per difendere la famiglia tradizionalmente intesa che la recente legge “antiomofobia” starebbe minando alle radici. Il 14 settembre  alle ore 17 a Piacenza a Palazzo Galli, Miriano parlerà a tal proposito di “Uomo e donna: alla radice della vita insieme”.

Uomo e donna: ha ancora senso parlarne?

Ha più senso che mai!!! Siamo di fronte ad un’emergenza antropologica mai vista. Attraverso leggi ed altre forme di pressione culturale nell’intero mondo occidentale si sta cercando di riscrivere l’idea stessa di uomo, maschio e femmina, come l’abbiamo sempre data per assodata, dalla preistoria.

Qual è il valore che si perde in questa lotta per annullare ogni differenza sessuale?

Perdiamo il valore di essere creature, figli di Dio, e non individui che si autodeterminano in base alle proprie esperienze o emozioni. L’identità sessuale è prima di tutto donata.

Ma in cosa sono diversi un uomo e una donna?

Quanto tempo ha? No perché per esaurire le differenze tra due mondi tanto lontani non basterebbe una giornata! (ride). A volte mi chiedo persino se apparteniamo alla stessa razza, tanto siamo diversi. Piuttosto mi chiederei perché le cose stiano così. La diversità tra maschio e femmina richiama un mistero profondo, è un segnaposto dell’Altro, scriveva il Cardinal Scola, è memoria del mistero di Dio, della dinamica d’amore fra le tre persone della Trinità. È una differenza chiamata ad essere feconda, a generare la vita.

Secondo te lo scopo di questa lotta anti-differenze qual è?

Essere contro la fecondità che è scritta nel mistero della differenza tra maschile e femminile. Essere contro la vita. Smettere di dire agli uomini e alle donne di oggi: è una cosa buona che tu abbia il coraggio di generare, di metterti a disposizione della vita.

Sembra che lo scopo della donna oggi anziché trovare l’uomo giusto e tirare su una famiglia, sia di dimostrare che può essere esattamente come l’uomo in ogni ambito.

La colpa è del femminismo che ha fatto più danni che benefici, purtroppo. Era partito con il chiedere più attenzione alle donne, una richiesta sacrosanta, è finito con milioni di bambini morti a causa della “conquista” del “diritto” all’aborto.

Perché sposarsi?

Perché Dio entra nella relazione tra uomo e donna con tutta la potenza del sacramento. È presente davvero, e personalmente. E senza Dio noi, che siamo cattivi, non siamo in grado di amare.

Tu perché l’hai fatto?

Perché questa Persona ce la volevo, nella mia storia. Anche se non immaginavo quanto sarebbe stato bello.

Qual è il piede giusto con cui partire nel matrimonio?

Quello del desiderio di aprirsi alla grazia, di fare sul serio, e l’intenzione di amare l’altro attraverso Dio, sapendo che lui o lei non saranno mai in grado di consolarci totalmente, di dissetarci profondamente.

Cosa diresti a chi obietta o rimanda le nozze giustificandosi con i soliti “se poi cambiamo, se poi non ci amiamo più, se poi lui guarda quelle più giovani…”?

Noi siamo liberi di uscire dall’ottica di Dio, di non seguire quello che la nostra mamma, la Chiesa, ci dice. Però io sono profondamente convinta del fatto che tutte le “raccomandazioni” che questa mamma ci fa, le fa per il nostro bene. La regola non ci impedisce di essere felici, ma al contrario ci aiuta a raggiungere l’obiettivo, che è per tutti lo stesso, la felicità.

Perché hai voluto sposare tuo marito?

Per tanti motivi che, però, oggi, sono cambiati. Dopo tanti anni posso dire che possiamo amarci davvero. Con meno egoismo, con più capacità di volere il vero bene dell’altro.

Sapevi già di volere figli? E lui?

Al primo, sottolineo al primo, appuntamento gli ho detto che dovevo comprare una macchina. Usata, perché non avevo un soldo. Di qualsiasi modello o colore. Bastava che il portabagagli potesse contenere una carrozzina. Credo di avergli mandata la cena di traverso. Lui diciamo che non sentiva questa urgenza. Però è rimasto lì, non se n’è andato dal ristorante né dalla mia vita. Quindi forse alla fine l’idea non lo terrorizzava.

Oggi trovare la “persona giusta” sembra una delle imprese più complicate.

La paura dell’impegno è il male principale dell’uomo contemporaneo. Poi c’è il fatto che i rapporti si bruciano, si consumano vivendoli in pienezza e senza limiti fin dall’adolescenza. Non rimane più il desiderio di qualcosa di grande.

Che consiglio dare a chi non si vuole sposare?

Di guardare dentro il suo cuore. Il desiderio del per sempre c’è scritto di sicuro. E solo Dio può aiutarci a provare questo “per sempre”. Il nostro cuore da solo non ce la fa. È ingannevole, incostante emotivo, se non è centrato in Dio.

Quanto conta la fede in Dio nel matrimonio?

Un po’ di fede bisogna averla, non si può scherzare con Dio, magari scegliendo la chiesa per motivi scenografici. Però posso testimoniare che davvero la fede è un granello di senapa. Parte che è un piccolo semino, ma cresce senza sosta.

Il segreto per restare uniti nel matrimonio?

Permettere che l’altro sia diverso da noi. Non volerlo cambiare. Amarlo amando Dio attraverso di lui.

Tornassi indietro diresti ancora “sì” a tuo marito?

Io sì, mille volte. Lui dice sempre di no, che non lo rifarebbe, e vivrebbe in una casa insonorizzata (cioè libera dalle mie chiacchiere). Ma con i fatti dice tutt’altro. Con la sua dedizione dice sì tutti i giorni. Anche lui.

Cosa c’è di tanto bello nello sposarsi?

Il bello di un’avventura rischiosa, in cui si è scommesso tutto. Qualcosa in cui ci si gioca il tutto per tutto. Insomma la differenza tra chi si sposa e chi non si sposa è quella che c’è tra Cristoforo Colombo che scopre un nuovo mondo e chi fa il giro sulla pista delle macchinine da scontro. Finito il giro se ne torna a casa, al calduccio, al sicuro, non rischia niente. Ma non trova niente.

 

fonte: Il Nuovo Giornale di Piacenza

 

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