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IDV contro il Condiviso Bis. Bugnano, Li Gotti e gli emendamenti killer. PDF Stampa E-mail
Sabato 07 Luglio 2012 00:00

Si può uccidere un disegno di legge? Certo, a patto di avere già ucciso una legge in vigore.

Accade in casa IDV, dove il partito di Antonio Di Pietro, per mano dei senatori Bugnano e Li Gotti, sta lavorando di buona lena per spegnere qualunque vellità innovativa del nuovo (e futuro) testo di legge in materia di affidamento condiviso.

Da qualche ora è stata pubblicata la bozza degli emendamenti che i due senatori dell’Italia dei Valori si apprestano a presentare.

Da un primo esame dei testi, questi tendono chiaramente alla conservazione dell’attuale stato di cose, e  alla conservazione di quella stessa discrezionalità interpretativa che, in mano ai giudici, ha decretato il boicottaggio sistematico della L. 54/2006 in tutte le aule di tribunale.

Per capire quanto oscurantiste siano le proposte di modifica dell’IDV, basta paragonarle a quelle proposte da Donatella Poretti dei radicali, e sarà impossibile non definire gli emendamenti di Bugnano e Li Gotti come una dichiarazione di guerra – nell’interesse di chi ? – alla nuova cultura della genitorialità.

Infatti, le modifiche proposte sembrano dettate dalli aree più estremiste della sinistra preistorica a protezione degli interessi di parte (avvocati, magistrati, altri), tanto sembrano negare l’evoluzione e le istanze della Società Civile degli utlimi 20 anni. Genitori, figli, nonni, su di essi si ribadisce il potere assoluto dei magistrati, supremi censori della Bigenitorialità e restauratori dell’ordine monogenitoriale.

 

Già dagli emendamenti proposti all’art. 1 del DDL 957 si comprende bene quanto scritto prima:

 

A.S. 957 – Emendamento - Art. 1

Al comma 1, lettera a), sostituire le parole «salvi i casi di impossibilità materiale» con le seguenti: «ove possibile».

NOTA - In luogo della mera impossibilità materiale, il presente emendamento conferisce maggiore discrezionalità al giudice nell’ambito delle opportunità non solo di tipo materiale.

A.S. 957 – Emendamento - Art. 1

Al comma 1, lettera b), sopprimere le seguenti parole «Determina i tempi e le modalità della loro presenza presso ciascun genitore, stabilendone il domicilio presso entrambi, salvi accordi diversi dei genitori, e tenendo conto della capacità di ciascun genitore di rispettare la figura e il ruolo dell’altro».

NOTA – Viene espunto (sta per soppresso, ndr) tale periodo, in forza della eccessiva forza prescrittiva, in capo al giudice, con particolare riferimento alla possibilità di domicilio presso entrambi i genitori.

A.S. 957 – Emendamento - Art. 1

Al comma 1, lettera c), apportare le seguenti modificazioni:

a)    dopo le parole «Agli ascendenti», inserire le seguenti: «di cui sia provato un rapporto affettivo con i minori, tenuto conto del preminente interesse morale di questi ultimi,»;

b)    sostituire la parola «riconosciuta», con la seguente: «valutata».

NOTA - Si intende connotare maggiormente l’aspetto soggettivo degli ascendenti affidatari, connesso al rapporto affettivo con i minori ed in considerazione del loro interesse morale.

A.S. 957 – Emendamento - Art. 1

Al comma 1, lettera e), apportare le seguenti modificazioni :

a)    nel quarto comma ivi richiamato, al primo periodo sostituire le parole «provvede in forma diretta e per capitoli di spesa», con le seguenti: «provvede, ove possibile in forma diretta e per capitoli di spesa,»

b)    nel quarto comma ivi richiamato, al secondo periodo, aggiungere in fine le seguenti parole: «, tenendo conto delle esigenze dei figli e del tenore di vita precedente alla separazione».

Conseguentemente, sopprimere le parole da “Il costo dei figli” fino a “assunti da ciascun genitore“.

NOTA - Pur essendo dichiaratamente preferibile il risarcimento in forma diretta e per capitoli di spesa, è disposta una clausola che consente la valutazione del giudice. In luogo delle «attuali esigenze del figlio e delle risorse economiche complessive dei genitori», si introducono parametri più efficaci di riferimento per il mantenimento economico: esigenze dei figli e tenore di vita precedente alla separazione.

 

Dopo questi capolavori di inciviltà politica – quello sul tenore di vita precedente alla separazione è un insulto alla logica, quello dei nonni che devono dimostrare di essere amorevoli e realmente interessati è un insulto alla tradizione del nostro Paese -, segue una corte di soppressioni. Art. 2 (esclusione di un genitore dall’affidamento) da sopprimere; art. 3 (godimento casa coniugale) da sopprimere; art. 4 (assegno perequativo per i figli) da sopprimere. Per Bugnano e Li Gotti – e pertanto per tutta l’IDV – gli articoli del codice civile oggi esistenti vanno bene così come sono.

Tra una soppressione l’altra, si arriva così alla Mediazione Familiare, che il DDL 957 prevede obbligatoria come primo passaggio informativo antecedente al giudizio. Anche questa, per l’Italia Dei Valori, da eliminare: “Si intende sopprimere l’istituto della mediazione familiare in un ambito materiale tanto delicato quanto particolarmente conflittuale”, recita testualmente l’emendamento.

Ma che vuol dire ? Mistero. E’ una frase che colpisce perchè non ha alcun senso logico-sintattico. In pratica, secondo i due geni della politica dipietrista il passaggio obbligatorio presso la Mediazione – che per istituto serve proprio a far diminuire e gestire la conflittualità – è da sopprimere “perchè l’ambito è delicato e conflittuale”. Roba da espulsione dal Parlamento per manifesta incapacità di trovare diverse – e magari meno ridicole – argomentazioni. Per un politico, questo è un handicap grave, a meno che non si sia pensato e fondato le proprie carriere sul concetto che gli italiani sono tutti un pò stupidi.

Non merita attenzione, poi, la proposta di modifica dell’art. 9 del DDL 957 che, al comma 1 lettera b) prevede la tanto famigerata PAS. E’ una evidente modifica “su commissione”, dettata della schiera dei negazionisti ad oltranza di una patologia che, ancora ben lontana dall’essere riconosciuta quale “sindrome”, di certo fotografa una forma di violenza verso i bambini che moltissimi genitori (padri e madri) si trovano a fronteggiare con esiti dolorosi e, spesso, subendo la totale cancellazione dei legami affettivi filiali.

Infine, ma non meno importante, l’emendamento all’art. 10 del condiviso bis, quello in cui si attribuisce competenza, in materia di separazioni e affidamento dei figli, ai soli tribunali ordinari. Per l’IDV questo articolo è – ovviamente – da sopprimere, in ciò manifestando la propria sudditanza a chi vorrebbe mantenere ltuale assetto fascista dei tribunali minorili.

“Sopprimere”, è la parola d’ordine in casa IDV. Un muro contro la Famiglia, come altro definire questi emendamenti ? Essi vanno esattamente nella direzione opposta a quella del Legislatore del 2006, e cioè quella di consentire l’applicazione del condiviso – questa sì – norma suprema di civiltà familiare.

Fonte:
Redazione – http://alicenelpaesedelgenoma.org/2012/07/05/957-affidamento-condiviso-bozza-emendamenti-idv/
Adiantum.it

 

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