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DDL 957: tutte le balle di femministe, lesbofemministe e avvocati PDF Stampa E-mail
Mercoledì 13 Giugno 2012 00:00

Da qualche giorno è apparso sul sito delle donne dell’Italia dei Valori della Toscana un proclama che riporta un preciso ordine di scuderia già partito da altre fonti (Il Manifesto), e su cui le pasionarie dell’unica regione italiana che riporta l’IDV nel passato sbraitano a colpi di disinformazione di genere. Non solo quella, però. Preannunciano un improbabile fronte comune con soggetti che, in tutta evidenza, sono contrari al DDL 957 solo per interessi di categoria (OUA; AIAF; AIMF etc), ma la squadra degli avversari si riduce solo a loro e a qualche associazione di piccola caratura. Con l’aggiunta di qualche parlamentare che loro stesse accreditano come compagno di battaglie.

 

Vedremo. Il tempo ci consegnerà un esito tutt’altro che certo (da entrambe le parti), ma per il momento vale la pena soffermarsi su un elemento nuovo, che fa della informazione pilotata di questo gruppetto regionale un cavallo di battaglia che fa acqua da tutte le parti: il ritorno alla Patria Potestà, che sarebbe contenuto, a loro dire, nell’articolo 6 del DDL 957: “1. All’articolo 317-bis del codice civile, il secondo comma e` sostituito dal seguente: Se il riconoscimento e` fatto da entrambi i genitori, l’esercizio della potesta` spetta congiuntamente a entrambi qualora siano conviventi. Si applicano le disposizioni dell’articolo 316. Se i genitori non convivono l’esercizio della potesta` e` regolato secondo quanto disposto dagli articoli da 155 a 155-sexies”.

Orbene, l’art. 316 del cod. civile, ancora perfettamente in vigore, recita testualmente: comma 1: “Il figlio è soggetto alla potestà dei genitori sino all’età maggiore o alla emancipazione.  Comma 2: “La potestà è esercitata di comune accordo da entrambi i genitori”. Comma 3: “In caso di contrasto su questioni di particolare importanza ciascuno dei genitori può ricorrere senza formalità al giudice indicando i provvedimenti che ritiene più idonei”. Comma 4: “Se sussiste un incombente pericolo di grave pregiudizio per il figlio, il padre può adottare i provvedimenti urgenti ed indifferibili”. Comma 5: “Il giudice, sentiti i genitori ed il figlio, se maggiore degli anni quattordici, suggerisce le determinazioni che ritiene più utili nell’interesse del figlio e dell’unità familiare. Se il contrasto permane il giudice attribuisce il potere di decisione a quello dei genitori che, nel singolo caso, ritiene il più idoneo a curare l’interesse del figlio”.

Capito ? E dove sarebbe “il ritorno alla patria potestà” ? Come dicevamo, l’articolo del codice civile è perfettamente in vigore, ma di questo le donne dell’IDV (Toscana) prendono per buono solo il comma 4 – che, per carità, pare inadeguato a tutti -, sorvolando allegramente sugli altri commi, che danno una precisa connotazione giuridica alla potestà di entrambi i genitori, e non solo di uno. Qui nasce la disinformazione, quella che decontestualizza una frase dal suo tutto, e ne fa un cavallo di battaglia. Ma le bugie hanno le gambe corte, e i cavalli spesso si azzoppano, così come la manipolazione delle notizie ai tempi di internet. C’è da dire, poi, che il DDL 957 ha passato il vaglio dello stesso estensore (Maglietta, che stupido non è), di numerose associazioni che lo hanno esaminato e condiviso, di studiosi e giuristi, dell’ufficio legislativo del Senato e di quello della Relatrice Alessandra Gallone. Qualcuno di loro – ne siamo certi – si sarebbe accorto di un eventuale strafalcione…

Siamo d’accordo che il comma 4 dell’art. 316 c.c. sia da modificare, ma allora perchè sbraitare contro un intero DDL – che evidentemente non poteva che richiamarsi a quell’articolo, contenente ben 5 commi – se fa riferimento ad una norma in vigore ? Cosa doveva fare, Maglietta, escludere un caposaldo della normativa perchè contiene un comma che non ha scritto lui ?

Cambiamo quella norma, facciamolo insieme. Se il problema è solo il comma 4, sensibilizziamo i parlamentari a presentare un disegno di legge che lo modifichi o lo abroghi del tutto. Noi ci stiamo.

Il problema è anche la c.d. PAS ? Bene, se ci sediamo attorno ad un tavolo e riconosciamo che l’Alienazione Parentale – sindrome o disturbo o qualunque cosa sia – è una forma di maltrattamento verso i minori, non è un problema neanche quella. L’importante è non far finta di niente, e scaricare sul bambino una responsabilità che è solo dei grandi. Molte donne sono vittime dell’Alienazione Parentale, e si rivolgono a noi per ricevere soluzioni e consigli, perchè da voi semplicemente non le trovano. Anzi, da voi neanche ci vengono. La manipolazione della mente di un bambino è un reato contro l’umanità, siete d’accordo almeno su questo ? Sì ? Chiamateci, date un segnale di disponibilità, e ragioniamo.

Se, invece, la bufala del ritorno alla patria potestà è solo uno stratagemma – ridicolo come la più classica “scoperta dell’acqua calda” – per manipolare le notizie a vostro uso e consumo, ognuno stia al proprio posto.

Il nostro è quello di informare bene e di condurre una battaglia di civiltà con onestà intellettuale; il vostro (e quello dei media che vi danno aiuto), è quello di disinformare la gente, e di tirare sassi che finiscono tutti nell’acquitrino della vostra informazione.

http://www.adiantum.it/public/3007-ddl-957,-scatta-la-disinformazione.-ecco-gli-avversari,-in-una-competizione-non-senza-colpi-bassi.asp?nuovo=true

 

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