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Treviso, fa clonare l’ex fidanzata: 15mila euro per una bambola sexy PDF Stampa E-mail
Domenica 22 Gennaio 2012 00:00

È passato un anno e mezzo da quando l’uomo aveva varcato la soglia delle “Tentazioni”, così si chiama il sexy shop che si affaccia all’inizio della Cadore Mare. Il volto è coperto da un casco – tanto che la sua identità ancor oggi rimane un mistero -, e al titolare, Diego Bortolin, mostra una foto raffigurante il volto di una giovanissima donna, il suo vecchio amore, dando indicazioni precise: poterla fare rivivere in un corpo il più possibile reale. Così inizia lo studio della “real doll”, l’ultima frontiera dei sex toys, che venerdì è arrivata nella Marca direttamente dagli Usa. La prima a sbarcare in Italia. Ha le fattezze dell’amore perduto del 50enne: lo stesso sorriso, così è pure per il colore degli occhi e dei capelli. Fianchi formosi e seno prosperoso che veste la quinta. E la bambola dallo scheletro in titanio può riaccendere la passione del misterioso acquirente, quasi fosse un clone della donna amata.

Diego Bortolin, il friulano di Casarsa titolare delle “Tentazioni”, spiega come ha fatto “rivivere” la ex, un passo decisamente oltre le bambole gonfiabili: «Abbiamo riprodotto l’immagine nei minimi particolari, anche nella dentatura. In media una “real doll” costa 5mila euro, in questo caso siamo arrivati ai 18mila dollari, circa 15 mila euro». A far lievitare il prezzo proprio la cura minuziosa dei particolari: «Personalizzata in base alla richieste del cliente». Volto arricchito da un filo di trucco, lucidalabbra e sopracciglia sottili, denti e unghie morbide, piedi e orecchie scelti dal misterioso amante. Particolari anatomici dipinti per essere ancor più realistici. «È ricoperta di tessuto anallergico – assicura Bortolin – ed è lavabile in ogni sua parte, anche con detergenti intimi: può essere portata perfino sotto la doccia. Pesa 58 chili ed è alta 1 metro e 63, è snodabile e può assumere qualsiasi posizione, sia in piedi che seduta».

Ma non sarà l’unica bambola: «Per la fine di ottobre ne arriveranno altre tre del valore di circa 9mila euro», continua il magnate dei sexy shop. Una raggiungerà presto la provincia di Bologna. Uno dei clienti, infatti, è romagnolo: «Quando è arrivato alla stazione dei treni di Conegliano, ho mandato un taxi perché lo portasse da me, a mie spese», spiega Bortolin. Si tratta di un disabile. «Non è un caso raro: anziché contattare una prostituta, persone che per mille motivi faticano ad avvicinare l’altro sesso si rivolgono a noi».

A chi chiede a Bortolin, com’è arrivato nel mondo dell’hard, risponde: «Il primo lavoro è stato da pasticciere nel panificio di famiglia. Dopo il divorzio ho iniziato una nuova vita. Ho avviato una domanda per gestire un forno crematorio e ho fatto anche qualche esperienza… Nel frattempo ho avviato la richiesta anche per gestire un sexy shop». Nel ’94 il primo negozio hard a Casarsa: oggi sono 67 in Italia e uno in Austria.

* Fonte IlGazzettino e ScuolaZoo

 

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