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Papandreou lascia, Grecia verso governo di unità nazionale PDF Stampa E-mail
Domenica 06 Novembre 2011 22:17

ATENE - In Grecia, la svolta politica attesa da giorni è arrivata. Il primo ministro socialista greco, George Papandreou, e il leader del principale partito dell'opposizione conservatrice, Antonis Samaras, sono riusciti a trovare un accordo per un governo di unità nazionale. Lo ha annunciato il capo dello Stato, Carolos Papoulias che ha partecipato al loro incontro. Le elezioni - in base a quest'intesa - si svolgeranno dopo l'approvazione di misure per il salvataggio del Paese dalla crisi economica. Forse già a gennaio. Domani ci sarà un nuovo incontro tra i leader dei due schieramenti, ma sembra esserci un accordo anche sul nome del nuovo premier. Potrebbe essere Lucas Papadimos, ex vicepresidente della Bce. E il voto di fiducia dovrebbe arrivare già in settimana.

Il nuovo esecutivo dovrà approvare le misure chieste dall'Ue e dal Fmi per ottenere le nuove tranche di aiuti, a partire da quella sospesa da 8 miliardi di euro. Solo dopo, verso febbraio, potrà indire elezioni anticipate. Gli sherpa dei due partiti, Il Pasok e Nia Demockratia, si vedranno subito per definire gli aspetti tecnici e i tempi per l'approvazione delle misure per il salvataggio della Grecia.
Samaras aveva chiesto con insistenza le dimissioni del premier, per partecipare a un  governo di coalizione che sblocchi la situazione in grecia e dia il via alle riforme di rigore attese dall'unione europea e dal fondo monetario internazionale.
"Fintanto che papandreou non decide cosa fare, costituirà un ostacolo
a qualsiasi soluzione", aveva detto samaras. "Sono pronto a dare il mio aiuto;  se il premier si dimette tutto seguirà il suo corso".
Da parte sua, il primo ministro socialista si era già detto pronto a cedere la leadership di una eventuale nuova compagine governativa per scongiurare il rischio di un default del paese e le minacce dei suoi partner di spingerlo verso l'uscita dall'euro.
Intanto, domani, dopo una settimana al cardiopalma per la zona euro, con tutte le principali borse sulle montagne russe, i ministri delle finanze dell'eurogruppo si incontreranno nuovamente a Bruxelles. L'abbandono del progetto di un referendum - annunciato da papandreou - sul secondo piano di salvataggio della grecia deciso il 27 ottobre aveva fatto tirare un sospiro di sollievo ai partner di Atene.

 

 

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